Miriam, dal gelso alla seta

Per la terza puntata di Taste of Volvo - l'agricoltura del futuro - andiamo da Nido di Seta, in Calabria



Dopo quattro anni, in volo tra i cieli d’Europa con una compagnia aerea importante, Miriam Pugliese si accorse che la sua vita poteva muoversi in una prospettiva differente. Così da Berlino alla Calabria, la sua terra natia, il passaggio è insieme repentino e importante. A bordo di Volvo XC90, per il terzo episodio di Taste of Volvo, ci ha raccontato di come il suo futuro sia ripartito dalle origini di un’antichissima arte, quella della coltivazione del baco da seta. Entusiasmo e intraprendenza fanno sì che insieme al suo compagno Domenico e un gruppo di altri giovani Miriam fondi una cooperativa, Nido di seta, il cui nome è già un perfetto programma.

La tradizione della gelsibachicoltura in Calabria

Nata da un progetto sperimentale, essa ha ridato vita alla gelsibachicoltura, attività che in Calabria vantava una lunghissima e ricca tradizione, in particolare a San Floro, nota per la produzione di bozzoli. I ragazzi iniziano recuperando un grande gelseto abbandonato, fonte di nutrimento per i bachi, animali incredibilmente voraci che mangiano almeno sette volte al giorno esclusivamente foglie di gelso e in ventotto giorni crescono circa seimila volte il loro peso iniziale. Poche delle circa duecento razze in natura producono una fibra utilizzabile, ma soltanto una, la “Bombyx mori” è allevabile.

Dal gelso alla seta

Dal bozzolo che costruiscono nel periodo della metamorfosi per proteggere la loro trasformazione si ottiene il prezioso filato, dal quale si ricavano, tessute su antichi telai a quattro licci, meravigliose opere artigianali che vanno dalla sciarpa all’abito da sposa ai gioielli, tinte esclusivamente con pigmenti naturali come papavero, robbia, cipolla di Tropea, margherite di campo, uva Cirò. Le more di gelso, della varietà Kokusò, vengono classificate tra gli alimenti con proprietà dietetiche e curative, contenendo ferro, potassio, manganese, magnesio e vitamine del gruppo B, C e K. Non solo, questi frutti hanno un’alta presenza di polifenoli e flavonoidi ed esercitano una importante attività antiossidante grazie al resveratrolo. Possono quindi essere considerate a tutti gli effetti un valido strumento di prevenzione contro patologie dell’invecchiamento cellulare, del sistema nervoso e di infiammazioni e tumori. Sono utilizzabili sia come prodotto fresco sia per realizzare eccellenti confetture e anche un liquore, il “Moretto”, preparato con le more del gelso Morus Nigra, annoverate nella categoria dei frutti perduti. Per chi fosse in vacanza in Calabria, vale davvero la pena di salire nel borgo di San Floro: una visita al museo della seta è una tappa da non perdere per scoprire un mondo di raro, inconfondibile fascino.



Contatti

NIDO DI SETA

Via Regina Elena, San Floro (CZ)
320.8968663; 347.2472207
info@nidodiseta.com
www.nidodiseta.com

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