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23/11/2012

Guida agli artigiani del cibo del Centro

Sabato 24 novembre la seconda parte con la selezione dei produttori della nostra tradizione gastronomica

Continua con la Guida agli Artigiani del cibo del Centro il nostro viaggio alla scoperta di produttori e prodotti d’Italia. Il nostro può essere definito un cibovagare, termine che indica il viaggiare trascinati dall’interesse verso un particolare artigiano o un’oasi di un giacimento gastronomico. Si parte alla ricerca di salumi, formaggi, conserve, ricette di antica memoria tra la genuina Emilia Romagna ed il rustico Abruzzo, passando dalla dolce Toscana e dalla verde Umbria.

Una vera caccia organolettica alle radici del gusto che fruga nella sua memoria storica, fatta di profumi, sapori, odori e saperi, ma non solo. Ecco allora che un produttore enogastronomico diventa un’attrazione, un’icona in grado di richiamare il viaggiator goloso o il turista curioso nel territorio d’origine. La voglia di assaggiare il Ciauscolo, salume spalmabile delle Marche, può essere l’occasione per una gita nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. La visita a colui che ha recuperato l’antica ricetta della Mortadella di Prato diventa il pretesto per conoscere quella che viene anche chiamata Chocolate Valley. Il desiderio di acquistare del prezioso Aceto balsamico Tradizionale di Modena è l’occasione per vedere dal vivo delle antiche acetaie con le loro botticelle di legno. Le valli e i borghi della Lunigiana trovano modo di essere conosciuti grazie a una testa in cassetta o una spalla cotta di Filattiera. I dolci confetti di Sulmona sono il punto di partenza per un itinerario  che parte dai paesaggi montani abruzzesi ed arriva fino al mare di questo tratto di costa adriatica, mentre un Raviggiolo val bene una visita nel cuore dell'Appennino romagnolo.

In fondo cosa hanno in comune tutti questi prodotti? Forse niente agli occhi di un turista per caso. Ma il gastronauta attento che li osservasse, li annusasse, li gustasse, capirebbe di avere a che fare con produzioni frutto di conoscenze, di sapere tramandato da generazioni, di manualità originali non sostituibili con mezzi meccanici o tecnologici. Nella creazione di questi prodotti ci sono fasi simili a un gesto artistico, gesto che li rende degni di essere protagonisti di itinerari al pari di monumenti, località amene, opere d’arte. Il cibo diventa così un medium del territorio, capace di farsi calamita per i food trotter. Ci troviamo di fronte a un paradosso turistico in cui gli itinerari turistico-culturali sono trainati dai prodotti gastronomici e dai loro artigiani, e non solo da mete geografiche o artistiche. Ecco allora che i giacimenti golosi si trasformano in luoghi dove incontrare e conoscere gli artefici di tante prelibatezze.




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