Davide Paolini ®
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Editoriale
25/01/2016

Un'eredità allo spiedo

Filippo Giaccone segue le orme del padre all'insegna della semplicità

La vita è sempre difficile per un figlio d’arte, soprattutto se il padre è un grande cuoco, un cavallo pazzo della culinaria made in Italy, noto anche per alcuni piatti che hanno lasciato il segno. Il suo locale "I cacciatori" è stato per anni tra i più noti anche fra i buongustai tedeschi. L’unico modo per riuscire forse è di non scimmiottare i suoi piatti, ma scegliere una propria strada, magari meno "genio e sregolatezza", all’insegna della semplicità. Così ha fatto Filippo Giaccone, figlio di Cesare da Albaretto della Torre (CN), per anni sommelier nel locale del padre, da un paio d’anni ristoratore (Filippo - Oste in Albaretto, via Umberto I) nello stesso borgo, dove Cesare continua a cucinare solo su prenotazione.

Nel tempo, Filippo, poi non ha resistito al richiamo della cucina, passando dal vino alle pentole e alle padelle. Negli anni Filippo comunque ha mantenuto due passioni: i vini di Langa, di cui è grande conoscitore (ciò che propone è sempre frutto di ricerca fra gli outsider, più un grande amore per Bruno Giacosa) e Vasco Rossi, un suo idolo, che insegue ovunque, le cui canzoni fanno sempre da sottofondo alla cucina. Ho assaggiato recentemente alcuni suoi piatti da Eataly (dove per un mese presenta piatti langaroli) che esprimono il territorio, offerte senza svolazzi o birignao, ma gustosi, dove non c’è bisogno di canto gregoriano per presentarli: l’insalata russa con aceto di lamponi per cominciare. Magari in tanti possono commentare: banale… Non è così, forse nel tempo è diventato offerta di gastronomia, ma difficile incrociarne una dove la cottura delle verdure è come Dio comanda e i piselli sanno di piselli.

Di poi "carciofi alla Filippo" con crema di parmigiano vacche rosse, timo e una spruzzata di tartufo nero di Langa (si perché forse è poco noto ma questo territorio è ricco di giacimenti del diamante nero), poi una gustosa minestra di trippe e ceci; dulcis in fundo pere cotte, rivestite di cioccolato. La specialità di Filippo è, in qualche modo, però retaggio di famiglia, dove ha imparato la difficile arte di governo dello spiedo; il padre faceva girare senza sosta il capretto, mentre il figlio nel suo locale cuoce il coniglio, un piatto ormai assai raro da trovare.

FILIPPO OSTE IN ALBARETTO
via Umberto 12, Albaretto della Torre (CN)
0173.520141
www.filippogiaccone.com



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rocco lettieri (2 anni fa)

Caro Davide sono perfettamente con te e con quanto hai scritto. Lo scorso anno ho potuto apprezzare sia la cucina di Filippo che quella del grande "papà". Davvero molto bravo (un figlio d'arte certamente), forse ancora più meticoloso. Comunque sia per apprezzare il loro valore, bisogna andarci.

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