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Editoriale
22/02/2016

Vittorio tra le stelle

La cucina di casa Cerea è contemporanea e nasce dall'incontro tra rigore, tradizione e creatività

Che piacere sedersi ai tavoli della famiglia Cerea. Viene così spontaneo chiamare questo ristorante tre stelle e tanti cappelli, in luogo di Vittorio di Brusaporto (BG),  per la calda atmosfera che si respira nel loro locale. La presenza dei quattro fratelli e della mamma, in sala e tra i tavoli, capovolge il clima di molti stellati, dove i commensali si trasformano in scolaretti con penna e taccuino (anzi ora con cellulare pronto al click), lo chef e maitre in professori, pronti a imporre il loro credo. Dai Cerea, mentre si ammira e si gusta un piatto, si può tranquillamente discorrere con gli altri amici del tavolo senza la guardia del corpo, piazzata dietro la sedia, pronta a riempire in continuazione il calice, sebbene il servizio da Vittorio sia pur sempre inappuntabile da un personale di sala che riflette lo spirito della famiglia.

Insomma si respira un’aria rilassata, con la sensazione di essere coccolati, come durante il carnevale, grazie al godurioso carrello dei dolci tradizionali o con le chicche colorate (ma di grande qualità) che sfilano nel carrello su più piani a fine pasto, per cui si esce felici come bambini al Luna Park. Dentro questa cornice il quadro non è da meno, ossia la carta delle proposte. Una cucina, quella di Bobo e Chicco, che non ha radici stilistiche di alcuna militanza alle diverse correnti culinarie; è propria di casa Cerea, da sempre (50 anni) una cucina italiana contemporanea, dove rigore, tradizione e creatività si sposano perfettamente.

Innanzitutto emerge la  ricerca di ingredienti di alta qualità in tutta Italia, in particolare il pesce che arriva giornalmente da diversi mari italiani, così come la carne dal Piemonte. Si possono assaggiare sia le orecchia di elefante, i paccheri alla fiamma, così come un raffinato millefoglie di tonno, carciofi, pane guttiau, riduzione alla liquerizia; la intrigante spuma di bacon con carpaccio di baccalà, polvere di nocciole e caffè; la squisita coda di scampo al burro, riduzione di melograno, sorbetto di zucca, zenzero e foie gras; e pure una gustosa zuppetta di pesce e pasta di Gragnano o il goloso gran fritto misto con frutta e verdura. I risotti (con crema di cipolla affumicata, gambero di Mazzara) e la pasticceria, compreso la veneziana, sono  sempre un must

(foto: Paolo Picciotto)

RISTORANTE DA VITTORIO 
via Cantalupa 17, Brusaporto (BG)
035 681024
www.davittorio.com



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tommaso (2 anni fa)

ho dato un'occhiata ai menù di Vittorio, che bisogno ha un tale ristorante con tali prezzi mettere un coperto da 7 euro. Non sarebbe ora di eliminare il coperto?

Davide Paolini (2 anni fa)

Caro Tommaso, mi sono battuto per questa causa in passato, con una campagna: "Pane e coperto, non li pago di certo!"

Umberto (2 anni fa)

Buona sera Tommaso e Signor Paolini,
sono un cuoco-ristoratore, la sua battaglia la sposo anche io. Da un anno ho aperto il mio ristorante e la prima cosa che ho fatto non applico "Pane e Coperto" mi sembra un servizio dovuto. Non penso che chi compra un'auto debba pagarsi il sediolino a parte, ma siamo sicuri che la gente poi lo noti? A me non sembra, sembra che tutti notino che c'è ma quando uno non lo applica passa in cavalleria...
Saluti

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