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Editoriale
06/06/2016

Il diavolo è fritto

Le tendenze salutiste sviluppano curiose controtendenze

“Tendenza” e “trendy”, un tempo termini legati alla moda e al design sono ormai diventati familiari anche nel pianeta cibo. Qualche tempo fa ho letto i 10 trend degli astrologi dei consumi di Whole Foods, gigante americano della distribuzione che indicavano: 1. Specialità di carne e pesce (tagli e specie poco conosciute); 2. Vino in barattolo (da noi, non mi pare); 3. 100% vegetale (mi pare in contraddizione con il punto 1.); 4. Batteri buoni (alimenti fermentati e probiotici, stanno arrivando…); 5. Avanza il fronte no-ogm (più avanzato di così, anzi mi pare ci sia qualche ripensamento); 6. Pascoli bio; 7. Cibi disidratati; 8. Heirloom oltre il pomodoro (semi di un’antica pianta a noi sconosciuta); 9. Farine alternative (grani antichi); 10. Sapori dal mondo.

Che dire? Ci sono molte analogie con i trend “nostrani”, dove l’aria salutista spira molto forte. Le libro-farmacie strabuzzano di volumi su diete, su digiuno, sul bando di alcuni alimenti. Il gluten free è ormai refrain della spesa; bio, bio ormai non è più confuso con il linguaggio dei pulcini, ma i frequentatori della grande distribuzione sanno bene che costa di più, ma non importa!

Le tendenze, a volte, sviluppano delle controtendenze, davvero curiose. È noto che il fritto, nell’era salutista-green, viene visto come il Diavolo. Insomma mai confessare al proprio medico di aver gustato la pizza fritta o la piadina fritta o la crescentina o lo gnocco fritto o la torta fritta (fanno parte della stessa famiglia, ma come sempre succede in questo paese la geopolitica domina).

Gustosi bocconi d’antan tornati alla ribalta con successo: a Milano, all’Antica Pizza Fritta da Zia Esterina (del popolare pizzaiolo Gino Sorbillo) e da Parma & Co; a Napoli nella nuova O’ Sfizio d’à Notizia di Enzo Coccia; a Firenze da Giovanni Santarpia (addirittura condita con lampredotto); a Galeata, alla trattoria Campanara e un eccellente gnocco fritto persiste da sempre all’Osteria delle Vigne a Viazzano (PR). Da non dimenticare la storica piadina che non è fritta, ma per ottenerla al meglio ci vuole lo strutto (banditissimo)…come indicato nella poesia di Aldo Spallicci.



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gabriele baruzzi (1 anno fa)

Sono un amante del fritto in tutte le sue forme. Figlio di contadini di Cesena, so benissimo che la vera piadina vuole lo strutto. Le nuove generazioni non sanno che gusti si perdono.

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