Davide Paolini ®
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Editoriale
27/06/2016

Carsica Vitovska

Se l'identità del territorio si riflette in un vino

Il mio primo incontro con la Vitovska è stato a Villa Fiordaliso, a Gardone Riviera ben 28 anni fa. Era un vino, direi sconosciuto, così come il produttore friulano di San Pelagio, Edi Kante, poi diventato molto noto, me lo propose Stefano Sganzerla, grande scopritore di talenti. Di fronte a quel nome, così bizzarro, pensai fosse un'etichetta dedicata a una donna, invece mi fu ben spiegato essere un vero e proprio recupero di un vitigno a bacca bianca, presente “in quel microcosmo ricchissimo di varietà vegetali – come ha scritto Stefano Cosma – che prolifera fra le rocce calcaree e il mare, spazzato e rinvigorito dalle frustate di bora, che si chiama  Carso”.

Un territorio questo “duro e vero”, dove i nomi dei produttori di vino ci fanno capire di essere a un passo dalla Slovenia: Zidarich, Kante, Vodopivec, Marko Fon, Cotar, Skerk, Milic, dove non solo si produce Vitovska, ma anche Malvasia e un rosso “bastardo”, il Terrano. La caratteristica di questi produttori è di essere molto “creativi” con il ricorso a tecniche “personali”, nonché di essere stati anticipatori di un movimento definito “orange wine”. Sono rimasto particolarmente colpito, durante l’evento “Vitovska e mare”, dallo spirito di indipendenza che mostrano nei confronti del resto del territorio friulano, dal punto di vista vinicolo, si sentono “Carso” e basta.

E non può che emergere questo particolare, soprattutto dopo una visita da Benjamin Zidarich nella sua cantina carsica di Prepotto (TS), sovrastata da una scenica terrazza con vista vigneti e mare. Negli ultimi anni ho visitato soprattutto cantine griffate (gli archistar si sono molto sbizzarriti), così pensavo, mentre scendevo i cinque piani (oltre venti metri sotto terra) di questo vignaiolo produttore, di fronte a un capolavoro rustico scavato nella roccia, con pilastri di pietra lavorata da uno scarpellino locale. E sempre a opera di questo artigiano ho visto i tini in pietra dove Zidarich fa macerare  la sua Vitovska (Kamen si chiamano il lotto di bottiglie prodotte) quasi a voler coniugare questo vino con la pietra del suo Carso. Secondo Benjamin il tino in pietra è in grado di mantenere la temperatura costante, usato in quel territorio nel secolo scorso per la conservazione di vari alimenti. Non solo Vitovska, dalla cantina esce anche una Malvasia che mi piace assai, il Terrano e il  Ruje.
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AZIENDA AGRICOLA ZIDARICH
Loc. Prepotto 23, Duino Aurisina (TS)
040.201223
info@zidarich.it
www.zidarich.it



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Manu (1 anno fa)

San Pelagio non è Friuli....Edi Kante non è friulano.....il Carso, la bora non sono Friuli ma Venezia Giulia pura!!!!
Sempre la stessa storia....per Voi italiani è tutta la stessa minestra!!

Maurizio Medaglia (1 anno fa)

Cara Manu,
dopo il "politicamente corretto" ci può stare anche il "geograficamente corretto": ma quel... "Voi italiani" ? Vabbè, vabbuò, va ben: quella maiuscola spero alluda ad una simpatica ironia verso "Noi" italiani, dettata da un 'altrettanto simpatico precisionismo campanilista (molto italiano!) . Ma non si dice
Friuli-Venezia-Giulia ? O addirittura "Triveneto" o "Nord-Est" ?... .
Anni fa, durante una serata tutta dedicata ai prodotti della cantina Kante dal ristorante Joia di Pietro Leemann, ebbi la grande fortuna di cenare spalla a spalla proprio con Edi Kante (che si sinistreggiava , se non ricordo male, avendo il braccio destro immobilizzato per un incidente...). Con lui non si facevano tante storie in fatto di minestre e di vini: perché ciò che conta, sia per le minestre che per i vini, è la qualità ! Kante riuscì a rendere indimenticabile quella serata: così come indimenticabili sono i suoi vini, Vitovska in testa ! Ero talmente coinvolto dalla sua verve, che gli citai e gli recitai Scipio Slataper: qualcosa da "Il mio Carso" Ed Edi , duro e buono ecome il Carso, gradì e parecchio, senza stare lì a precisare che il Carso non è friulano ma giuliano... . E poi, adesso che ci penso, in tutto il mondo esiste (geologicamente parlando) il "carsismo" ; e in ogni uomo c'è del carsico ( inconscio freudiano, ecc.). Insomma, il Carso - così caratteristico al punto da farsi anche metaforico - non è solo giuliano ma universale !... .
Ed il Carso di Kante non ti lascia mai... arso.

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