Davide Paolini ®
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Editoriale
10/04/2017

Romagna d'antan

Nella Valle del Bidente, la Campanara è il baluardo degli autentici sapori romagnoli

Un borgo lindo, ben conservato, sebbene siano poche le finestre che si aprono al mattino. C’è infatti chi torna nella casa natale di tanto in tanto, ma c’è anche sempre più chi arriva accolto con grande  senso d’ospitalità romagnola in una locanda, dove c’è qualcosa di nuovo, anzi di antico. Il nuovo sono i dettagli: l’arredamento di gusto delle camere, la scelta dei piatti e delle posate di design. Di antico ci sono le mura, la sala colazione in stile anni Cinquanta e alcuni oggetti in vetro e ferro dell’artista Roberto Paolini. 
 
La Locanda Campanara non è solo questo, ma soprattutto è la cucina la protagonista di questo piccolo gioiello in una valle, quella del Bidente, che offre un paesaggio ancora intatto e una peculiarità: la diga di Ridracoli con l’imponente foresta attigua. Il tutto condito dalla passione della cuoca Alessandra e del marito Roberto. Qui ogni giorno viene servita una cucina tipica della Romagna toscana, senza orpelli o maquillage creativi. 
Così il gusto dei crostini caldi con patè di fegatini; lo scalogno dell’orto; la coppa di mora romagnola che con la piadina fritta viene subito servita a tavola; è quello d’antan. Soprattutto mi hanno preso per la gola il tortello sulla lastra (è un tortello ripieno di zucca e patate) con la giardiniera della casa e lo squisito raviggiolo, un formaggio ormai assai raro che si trova appunto nell’Appennino Tosco Romagnolo. 
E sempre per cominciare non manca un cartoccio di polpettine a scottadito di razza bovina romagnola. Si può proseguire o con le tagliatelle tirate a mano al ragù di bovina romagnola o con i passatelli asciutti con stridoli (un’erba tipica del territorio) e pancetta (ci sono anche altre scelte). I secondi variano a seconda della stagione: si va dal piccione arrosto con polenta gratinata alle polpettine di ricotta, rosolacce, pianta di papavero e stridoli; agli straccetti di vitello saltati in padella su misticanza di campo e salsa di rosa canina della casa. Tra i dolci da segnalare: quello tradizionale del borgo, il dolce Ramerone. Buona la scelta dei vini romagnoli (ma c’è anche altro). Si chiude con un caffè alla moka.
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LOCANDA LA CAMPANARA
Via Pianetto Borgo 24 A, Galeata (FC)
0543.98156
info@osterialacampanara.it
www.osterialacampanara.it



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Maurizio Medaglia (7 mesi fa)

Roberto Paolini, artista e gastronomo escoffieriano, non è un'ovvietà ma con la sua "ovità" neppure una novità rispetto alle "uova"-"Nature" del grande Lucio Fontana; comunque un notevole artista, come evidenziato anche da Duccio Trombadori, attinente le "neoavanguardie" internazionali come "Fluxus" e soprattutto il "Nouveaux Realisme"... . Fa piacere che il suo omonimo Paolini, Davide, il nostro "Gastronauta", ne ravvisi la presenza e la persistenza in un lodevole locale che ne espone alcuni lavori, come leggo qui. Personalmente però, la mia preferenza va al Davide; che con piglio a tratti goliardico affronta il Golia agroalimentare ripensando l'Ortensio Lando: catalogatore delle cose notevoli che si mangiano e si bevono... . Grazie Davide per la tua opera assidua e illuminata.

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