Davide Paolini ®
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Editoriale
29/05/2017

La fava dell' "isola di Tonka"

Le mode gastronomiche e il sapere digitale

Dialogo pittoresco, ma non troppo, ascoltato sulla Freccia Rossa Roma - Milano. L’una di fronte all’altra, due giovani donne (23-25 anni), smartphone sempre in vibrazione, l’Ipad aperto su un blog di cibo. Fra un sms e l’altro, un dialogo serrato su foto di piatti, scambio di giudizi su locali, battute al veleno sulle mogli di chef assai attive su Instagram (“guarda dove sono a cena”, o “vedi che sono nell’isola dei miei sogni …”). Poi, dopo mezz’ora di viaggio, ascolto una discussione sui massimi sistemi: “la fava Tonka”. Tutto nasce dalla lettura di una ricetta, con partecipazione dello scompartimento, tarte Tatin con crema alla fava Tonka.

Un signore loro vicino, incuriosito: “cos’è sta fava di Tonka, a cosa serve e da dove arriva?” La ragazza più pronta a mostrare la sua presunta preparazione culinaria risponde: “è una fava che si trova solo nell’isola di Tonka”. Il curioso insiste: “mi pare chiaro che se è di Tonka è un luogo, ma in Oriente o in quale altro posto del mondo?” Cade il silenzio, zitta zitta la compagna di viaggio velocemente corre sul Ipad e, facendo finta di nulla, risponde gonfia del suo sapere digitale: “arriva dal Sud America”. Il viaggiatore, sempre di più incalzante, interviene di nuovo e chiede se è una pianta quale sapore abbia, come venga utilizzata …

La coppia di ragazze tace, all’improvviso si alza una voce dalle poltrone vicine di un giovane, che si dichiara poi pasticciere in un ristorante fiorentino. In pochi minuti lo scompartimento diventa una dependance di un talent di cucina. Dopo averne spiegato l’utilizzo con competenza, sia nelle torte di frutta, nei biscotti, nel plumcake, sia in profumeria, altri viaggiatori interrogano. C’è chi chiede se sia più o meno dolce della vaniglia, chi vuole sapere dove comprare i semi, chi ancora quanto costa, chi se contiene allergeni. All’improvviso eccoci al colpo di scena: il nostro esperto aggiunge con tono minaccioso: “negli Stati Uniti però la fava Tonka è vietata (anche le ragazze sono sorprese …) perché contiene cumarina, una sostanza che, se usata in grandi quantità, diventa tossica”. Fine del successo della fava Tonka, ovvero Dipterix odorata, una pianta spesso scambiata per un’isola esotica.



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ruldante (6 mesi fa)

grrrraaaannnnnddddiiiiooooosooooooo!!!!

Tiberio Armanti (5 mesi fa)

A Natale abbiamo provato a preparare il panettone con la fava di e il cioccolato bianco , alcuni clienti hanno davvero apprezzato, è stata una bella scoperta

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