Doggy bag, imbarazza chiederla?

In Italia la richiesta del cibo avanzato al ristorante è ancora un tabù


Lo slogan “vietato sprecare” imperversa un po’ ovunque in Italia: nel web, nella carta stampata, nelle istituzioni pubbliche. Le parole spesa consapevole,  riciclo, risparmio sono all’ordine del giorno; eppure si fa ancora fatica a chiedere il cibo che avanza al ristorante. Vergogna?  Forse, ma la richiesta della doggy bag continua a essere un tabù.

Confesso di aver sperimentato in prima persona un certo imbarazzo quando, dopo aver ordinato un piatto in più al ristorante e non averlo consumato, ho chiesto al cameriere di prepararmi una doggy bag (e giuro che ho veramente un cane con cui condividerla) sotto lo sguardo stupito degli altri commensali. La borsetta con i resti della cena già pagata, impacchettata per l’asporto, ufficialmente da portare al cane, ufficiosamente da spiluccare il giorno dopo, sembra non attecchire nel Belpaese. A differenza di altre realtà, in Italia la sporta è associata a una pratica volgare da maleducati, cafoni e morti di fame, o forse al retaggio di un passato povero in cui al cibo veniva riconosciuto il giusto valore.

A nulla è valso l’esempio di altri Paesi, primo tra tutti gli Usa, dove l’uso della doggy bag è talmente radicato nella società da essere diffuso anche tra i vip (vi ricordate la schiscetta richiesta da Michelle Obama in una trattoria romana durante la sua prima visita in Italia?). In Europa lo stato pilota è la Francia: dopo l’istituzione del reato di spreco alimentare, sono stati varati dei provvedimenti che obbligano i supermercati di almeno 400 metri quadrati a donare alle associazioni caritatevoli il cibo prossimo alla scadenza e i ristoranti, che servono almeno 180 pasti al giorno, a distribuire ai clienti i cibi non consumati per portarli a casa. In Italia, nonostante i ristoratori si stiano attrezzando nel migliore dei modi per effettuare il servizio, sono veramente pochi i clienti che lo richiedono, nella maggior parte dei casi per una questione di pudore.

Le resistenze che ancora si incontrano non devono però scoraggiare le richieste per cui, ogni volta che andiamo al ristorante, ricordiamo le tonnellate di cibo che vengono buttati nella pattumiera e, forti dell’investimento fatto, cerchiamo di superare l’imbarazzo e di chiedere con disinvoltura senza troppe paranoie: “cameriere,  mi può preparare una doggy bag?”. Se proprio vi dovesse venire male, potete aggiungere: “sa, il mio cane doveva venire, ma poi ha avuto un impegno”.

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