Il nuovo è anticonvenzionale

Sempre di più le scelte delle location vanno verso la filosofia maccheronica del "famolo strano"


Che sia conclusa l’era degli archistar, dei designer, degli chef artisti nella creazione di nuovi locali? C’è infatti qualcosa nell’aria che lo suggerisce. Sempre più le scelte delle “location” vanno verso la filosofia maccheronica del “famolo strano”. Si utilizzano infatti spazi, un tempo utilizzati per altro: garage, falegnamerie, negozi di abbigliamento, tabaccherie, distributori di benzina, laboratori dismessi, macellerie, pescherie, ma anche un luogo abituale per il cibo, poi spesso abbandonato, come i mercati.

È questa una generazione di luoghi di consumo che sempre più sta prendendo il posto dei food truck (e ape car), un fenomeno che è durato l’espace d’un matin, forse per la troppo veloce proliferazione, la presenza di troppi eventi e probabilmente anche per uno scadimento della qualità offerta. Certamente rimarranno “per strada” chi ha scelto un’offerta di livello e un prodotto originale. Il  trasferimento da location più convenzionali all’attività di offerta di cibo pone una serie di riflessioni che mettono in primo piano la ricerca di attrazione di un pubblico sempre più attratto dalle apparenze piuttosto che dalla qualità. I locali atipici (rispetto alle normali location) offrono un’atmosfera “anticonvenzionale” quasi a voler significare al cliente una scelta diversa, originale da raccontare il giorno dopo agli amici...

L’aspetto bizzarro è che questi locali, inseriti in contesti appartenuti ad altre attività a volte offrono piatti o bocconi molto più cari rispetto ai contesti convenzionali, ma è la forma che viene premiata rispetto alla sostanza. Una grande attenzione per gli sviluppi futuri dovrà essere rivolta ai mercati, che di giorno in giorno, ovunque in Italia e all’estero, vengono riscoperti quali luoghi di convivialità, oltre che di acquisto. Nei mercati si è sempre mangiato (Catania e Palermo docet), ma oggi vengono riproposti come variante anche da cuochi di riconosciuta fama, soprattutto perché più frequentati rispetto ai locali tradizionali. Una tendenza da sempre in paesi quali la Spagna (Boqueria), dove sono diventati addirittura poli di attrazione turistica, ma soprattutto offrono l’idea che il viaggio del prodotto dalla bancarella alla cucina sia più breve e salutare.

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