Finalmente l'Osteria!

All'Osteria della Villetta la famiglia Rossi offre qualità, autenticità e convivialità



Si fa presto a scrivere nell’insegna “Osteria”, magari con caratteri d’antan: tavoli e sedie retrò, tovaglia a quadretti, qualche foto color seppia, un menu scritto a mano, salumi a chilometro zero, pasta e fagioli, pasta fatta a mano (si fa per dire), minestrone, trippa del macellaio dietro all’angolo, baccalà alla modo mio, ciambella, vini della casa (ovvero lo sfuso del produttore amico). Ma non si può reinventare un’ Osteria, si respira subito il falso, la patacca, il tarocco.

Un'osteria autentica

Così pensavo durante un pranzo all’Osteria della Villetta di Palazzolo sull’Oglio. Un locale che esprime i valori veraci dell’osteria. Una location in una bella palazzina del Novecento in stile Liberty, che ospita da quattro generazioni la famiglia Rossi. Già all’entrata si comincia a masticare il sapore dell‘autenticità. Uno sguardo alla lavagna (spesso usata nel copione di spacciare l’osteria tarocca) che sarà stata cambiata perché consunta dall’ultima generazione, ma è lì da sempre. Eccoci al saluto di benvenuto: caldo, sincero da parte di Grazia e Maurizio felici di avere ospiti (e non clienti), poi i tavoloni che ti accolgono, creati per far sì che anche “estranei” o single possano conversare durante il pranzo o la cena. Piano piano nel locale, infatti, a pranzo o a cena, si comincia a diffondere un clima di convivialità, non sempre possibile in un ristorante.

La lavagna con i piatti del giorno

Arriva il momento di scegliere tra i piatti del giorno (regola base dell’Osteria), Mauri si avvicina senza l’intenzione di imporre o far sì che i suoi commensali siano costretti a ordinare più piatti, insomma consiglia come la mamma a casa. Si può partire con i salumi: un salame vero della casa, un crudo di cinque anni con il grasso che canta, la coppa marezzata a dovere che invoglia a divorarla con le mani, a seguire le frittele di baccalà. Che gioia non dover sorbire gli ex voto o santini degli stellati, ma gustare sapori veritieri e non pasticciati. Sento nell’aria la parola “lasagna”, come faccio a resistere... Maurizio mi racconta di un suggerimento di Marchesi, senza besciamella ma con una fonduta di grana. Poi capretto con polenta e per finire un gelato fatto come Dio comanda. E beh sui vini le osterie sono localiste, così Maurizio mi ha fatto assaggiare un “botticino” doc.

(Foto: osteriadellavilletta.it, sapore.in-lombardia.it)

Contatti

OSTERIA DELLA VILLETTA

via Guglielmo Marconi 104, Palazzolo sull’Oglio (BS)
030.7401899
www.osteriadellavilletta.it

ADV

Leggi anche


Una cucina di mare in Franciacorta

Michela Brivio il 27 mar 2018

Mangiare nel Castello di Vestignano alla maniera contadina

Carolina Remo il 16 mar 2018

A Milano una trattoria nouvelle vague

Davide Paolini il 05 mar 2018