Sui Castelli romani per il gusto di un "pranzo fuori"

Da Hosteria Amedeo si mangia il territorio e si gode della pace dei borghi



A Roma esiste quella sconsiderata concezione secondo la quale i Castelli Romani appartengano a un’enogastronomia scontata, anzi, a una ristorazione scontata. Immagino sia così anche fuori dal Grande Raccordo Anulare. Poi succede di entrare in un ristorante de “I Castelli “ che sa offrirti una cucina in equilibrio tra l’offerta che ti aspetti e quella che ti viene riservata, e ti senti un po’ sciocco, ma decisamente appagato. Questa è la prima carta jolly che si gioca Amedeo, una hosteria che, tra le curve di Monte Porzio Catone, ti accoglie nel verde, tra i castagni, con il chiaro intento di non atteggiarsi a niente di meglio di quanto non sia.

Il ristorante

Emanuele Reali, il proprietario, ha le idee chiare: rispettare la tradizione, mantenere l’identità, ma allo stesso tempo caratterizzarsi secondo l’evoluzione di una cucina attenta ai palati di ieri e di oggi. Per farlo, Hosteria Amedeo ed Emanuele Reali si affidano a uno chef giovane Giordano Paniccia; a una pasticcera talentuosa Giada Tullio, e a una ricerca continua di sapori che vengano dal proprio territorio. In una sala patronale con un grande camino, forse il salone di quella che fu la casa di Amedeo, ogni tavolo ha il giusto respiro in un ambiente caldo, coerente con gli spazi verdi che si lascia all’esterno e con quel senso di “pranzo fuori” che cerchi quando ti ritrovi da queste parti.

La cucina

In alcuni piatti vince quello che ti aspetti, come la Trippa alla romana (9,00 euro), perfettamente equilibrata tra la consistenza della frattaglia e i sapori di menta e pecorino; confortevole. In altri invece vince quello che riesce a sorprenderti, come il cuore di manzo in salsa di vino (8,00 euro), dove una carne compatta ma tenerissima, riesce ad alternare la propria dolcezza alla punta acida della salsa.
Rigatoni con pajata saporiti, ma delicati, alla portata anche di chi (come me) questi piatti li vede con una certa ostichezza. Le costine di maiale marinate e cotte a bassa temperatura (10,00 euro) si sciolgono in bocca (forse troppo) e le verdure di campo ripassate in padella (4,00 euro) hanno quel giusto senso di amaro che ti pulisce la bocca. Infine, stagionalità e creatività s’incontrano in un dolce che rompe gli schemi classici e ti arriva al bicchiere, in un’alternanza di strutture ben dosata, con alla base una crema di castagne buonissima, nel mezzo una purea di pere e a rifinire il tutto delle cialde al gianduja (5,00 euro); appagante.

Confortevole e appagante sono le parole che aprono e chiudono l’esperienza da Hosteria Amedeo. Un’attenta selezione la si trova anche nei vini: tanta territorialità, con quell’occhio strizzato ai naturali che oggi, se scelti bene, rappresentano la valida alternativa di molti. Pasteggiare a base di carne con un trebbiano bianco (come il 3 di Cantina Ceracchi) qualche anno fa era impensabile. I Castelli non sono lontani e le cucine non sono solo fucina di luoghi comuni; se andando a pranzo o a cena fuori vi piace fermarvi fuori dalla confusione dei borghi, godendo dei castagneti di Monte Porzio Catone, Hosteria Amedeo è un posto dove vale la pena accostare.

Contatti

HOSTERIA AMEDEO 1960

Via Montecompatri 31, Monte Porzio Catone (RM)
06.94341163
realilele@yahoo.it
www.hosteriamedeo.it

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